TETERE - HOSPITAL GOOD SAMARITAN

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A Tetere, località a 27 chilometri da Honiara, capitale delle Isole Solomon, fino al 2007 il servizio sanitario veniva svolto nella clinic una baracca di legno.Ecco cosa scriveva a tale proposito, nel gennaio del 2005, la dottoressa Perna Lorena che ha fatto diversi viaggi nelle Solomon:
"Una costruzione in legno di 25-30 metri di lunghezza, staccata dal terreno come sono qui alcune capanne e con una tettoia. Donne, uomini e bambini sempre presenti davanti e sotto la costruzione. Stanze piccole, con pavimento in legno, nero non solo perchè consumato. E' una specie di "pronto soccorso" per tutto il circondario; qui arrivano tutti quelli che hanno bisogno di un'assistenza sanitaria, qualunque essa sia. Non ci sono medici: due ostetriche, due infermiere e due infermieri. Il martedì è il giorno delle vaccinazioni. Quando arriviamo tutta la stanza adibita a queste è piena di mamme con in braccio bambini nati da pochi giorni fino a 2-3 anni. Sono 30-40 mamme con molti più bambini (portano con loro anche gli altri figli), alcune sedute sul pavimento di legno con i bambini al fianco. Non parlano molto, rispondono con poche parole. Sorridono spesso e rispondono al nostro saluto. Hanno un libretto sanitario in cui vengono segnate le vaccinazioni fatte e quelle da fare. I bambini piangono per l'inezione, ma non molto. Contemporaneamente, nella stessa stanza, si fanno medicazioni per infezioni cutanee e ascessi soprattutto alle gambe e ai piedi perchè sono tutti scalzi. Ad una estremità della costruzione una stanzetta è adibita a sala parto. Un lettino largo 60 centimetri e lungo 2 metri, serve per il travaglio e per il parto. un lavandino, un contenitore con disinfettante, poche garze e l'occorrente per recidere il cordone ombelicale. Dopo il parto la donna passa nella stanzetta vicina, se è libera, su un letto con il neonato e altri parenti. Altrimenti rimane nella stanza del parto su una stuoia sul pavimento un giorno, al massimo due e ritorna al villaggio, spesso a piedi, con un cammino di ore. Molte donne partoriscono a casa, al villaggio con la sola assistenza dei parenti e vengono a Tetere per le vaccinazioni. Al giovedì si controllano le gravidanze: sono circa 30 ogni volta e a tutte viene dato clorochina per la malaria e ferro. Sono donne anemiche per le molte gravidanze (una media di sette) per l'allattamento protratto, per l'alimentazione insufficiente, per la malaria.Uno stanzino con un microscopio è adibito a laboratorio con diagnosi immediate di malaria da parte di un laboratorista. La confusione è tanta, ma il personale gestisce il tutto con molta calma. A 100 metri di distanza, una gru e una decina di uomini al lavoro, stanno a testimoniare che il nuovo ospedale è in corso; sono i volontari italiani dell'Orma 4 coadiuvati da alcuni indigeni".
Questo è quello che scriveva nel gennaio del 2005 la dottoressa Lorena Perna; il 31 gennaio 2008 (Festa di S. Giovanni Bosco) veniva inaugurato il nuovo ospedale alla presenza del Primo Ministro, del Ministro della Sanità e da una folla immensa di persone venute a testimoniare riconoscenza per l'opera donata loro dai volontari italiani. (vedi relazione di questi 4 anni).